No. 56  29 maggio - 4 giugno 2002

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Niente noia

    Molti sono i parametri che non sono stati ancora raggiunti dalla Romania per soddisfare le condizioni minime imposte dalla Comunità Europea. Molti e comunque non di poco conto. Tra le altre cose, se vogliamo essere pignoli, dettagli che non possono essere proprio chiamati dettagli. Forse qualcuno credeva che il Fondo Monetario Internazionale o la stessa Comunità Europea, fossero composte da quei piccoli e spesso, sprovveduti, stranieri, che così facilmente si fanno abbindolare da forme sinuose e da affari allettanti. Ed adesso il problema si complica, e sì, perché con la scusa di raggiungere i parametri “imposti” si è proceduto ad altri e preoccupanti aumenti che andranno a minare, ancora una volta, le case e le casse dei romeni, quelli semplici, quelli che arrivano alla fine del mese con il “fiato corto”. Il problema si chiama in generale energia ed in particolare giga calorie. Ad oggi un giga caloria, che per la cronaca è l’unità di misura con la quale viene calcolato il prezzo del riscaldamento, che in Romania, per la maggior parte, viene ancora trasferito da centrali poco efficienti verso le abitazioni, costa 600.000 Lei ca. Lo stesso giga, dal mese di luglio prossimo venturo, aumenterà a ben 840.000 lei. Signori quando si fanno le cose in Romania, si fanno bene! Adesso non vorremo passare per i paladini di nessuno, ma questo problemino, visto che l’inflazione in Romania è “stabile” o perlomeno, sta “velocemente scendendo”, almeno a detta di qualcuno più informato di noi, e che questi sono costi che si ripercuoteranno, ovviamente, sui calcoli dei salari di tutte le aziende, straniere e non, del territorio, che nel frattempo stanno fronteggiando l’altro “regalino” che permette al Leo di mantenere delle strabilianti posizioni nei confronti delle valute forti. Tutto questo, volenti o nolenti si va a riallocare tra quelle paure, fondate diciamo noi, che tutto il sistema, essendo molto labile, potrebbe incepparsi. Se questo accadesse allora, sarebbero guai seri. Problemi per tutti ed a tutti i livelli. Il 5 ed il 6 giugno prossimi si terrà a Bucarest un importante congresso, basato su questi temi, organizzato dal prestigioso “The Economist” al quale parteciperanno tutti i togati del Governo e non. Dovrebbe essere, si spera, un’ottima occasione per decidere se il Governo sta giocando una partita pericolosa, consapevole di farlo, o se si tratta di semplice incoscienza. In tutti e due i casi, torneremo a casa con delle impressioni. Se le nostre domande avranno delle risposte esaudenti, cosa della quale dubitiamo, saremo i primi a tranquillizzare gli animi, altrimenti, vedremo. Per il momento rimaniamo in attesa di altri avvenimenti e, quest’attesa, come sempre, non è priva d’ansia e di una certa curiosità. In ogni caso, il parere personale rimane che in nome di questo tanto agognato ingresso in Europa, la Romania rischia di pagare prezzi troppo alti che non è pronta, almeno in questo momento a pagare. Il tempo delle sorprese, di quelle cariche di fantasie, non sembra essere finito, anzi. In fondo, non vediamo perché dovremmo lamentarci, dopo tutto questo Paese, rende tutti molto più attivi e soprattutto, doveroso rimarcarlo, non fa annoiare nessuno, ma proprio nessuno.


Memo_Rivolsi@hotmail.com


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