No. 29  7-13 novembre 2001

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Terra, terra! (II)

    In questa complessa situazione, rimane solamente da mantenere in considerazione anche il fattore Euro. A prescindere dagli sforzi che vari Paesi Europei stanno perpetrando per permettere il rientro di svariate migliaia di miliardi di valuta destinata, a breve, a sparire definitivamente dalla circolazione, molti grandi e piccoli evasori, hanno trovato nella terra di Romania un buon sistema per “convertire” in Euro i loro depositi nascosti. A tal proposito dobbiamo dire che il Governo romeno, sicuramente, chiuderà tutti e due gli occhi ed accetterà quei fondi neri provenienti da evasione fiscale, mentre, ha dichiarato di prestare “attenzione” per quelli provenienti da traffico illeciti. Qualunque cosa sia, rimane il fatto che in questo periodo tra fiumi di denaro e nuovi potenziali latifondisti, il mercato ribolle di offerte e di richieste. Tra queste, ovviamente, non esistono soltanto quelle straniere. Anche i romeni vogliono acquistare la terra, il problema è che nel frattempo i prezzi crescono, e non poco. Nemmeno un anno fa un ettaro di terra costava, poco più di cinquanta lire al metro quadrato ai quali bisogna sommare altri costi per le registrazioni e trascrizioni. Oggi, anche se dipende dalle zone, il prezzo è più che triplicato ed anche se rimane molto conveniente, sta creando diversi problemi, vediamo quali. Gli europei in genere, ma in particolar modo gli italiani, hanno nei confronti della proprietà terriera, una specie di bramosia patologica. Se poi a questa aggiungiamo la previsione di buoni guadagni finanziari, credo che i quadro sia completo. Ma, c’è un ma e, come sempre, anche se all’inizio sembra piccolo ed insignificante con il passare del tempo rappresenterà il problema capitale. Le procedure di acquisto non sono poi così lineari, nel senso che non c’è, almeno in questo momento, un proprietario che vende la particella xy di n ettari a tot euro, bensì esiste qualcuno che si propone in qualità di intermediario che dichiara le sue possibilità di concludere ottime transazioni e che di solito porta a suo guadagno dal 30 al 50 percento. Oltre a questo possono esserci dei veri e propri problemi al riguardo della vera e propria legalità delle operazioni e quindi si rischia molto spesso di rimanere invischiati in una bella truffa. Un altro aspetto del nostro “ma”, risiede nel fatto che il basso costo fa si che aumenti il così detto appetito, per cui il compratore inizia a comprare centinaia di ettari fino ad arrivare alle migliaia. Il problema riguarda lo scopo con cui acquista questo terreno. Supponiamo che sia solo per motivi speculativi, questo significa che molto difficilmente sarà disponibile a coltivarlo. Ma la maggior parte delle persone che hanno venduto, terminati i loro risparmi, non avendo altre risorse e non potendo contare sul lavoro offerto dal nuovo proprietario, che, di fatto, non ha nessuna intenzione di coltivare la terra, si troveranno in una situazione molto difficile. Come ogni condizione che implica un aspetto sociale di largo impatto, è facile ipotizzare interventi da parte del Governo, la cui fantasia, lo abbiamo provato più volte, è infinita. D’altro canto, estensioni enormi di terreno si possono coltivare in maniera profittevole solamente con investimenti altrettanto importanti, che spesso superano il prezzo speso per acquistare il terreno.


La regola rimane sempre la stessa, come tutti gli affari questo della terra in Romania necessita piani finanziari ben dettagliati e soprattutto obiettivi chiari. In assenza di questi ragionamenti, aggiungendo anche l’altissimo pericolo di non aver acquistato nulla o molto meno di quello che è stato dichiarato, moltissimi di questi “investimenti” saranno, nel tempo, destinati a fallire. Non voglio essere di malaugurio ma semplicemente desidero mettere in guardia chi fino ad oggi ha creduto che questo sia l’Affare e che, in ogni caso, tutto il lavoro sia concluso con l’acquisto, perché non è così. In un Paese dove lo straniero non può, per legge, possedere la terra, se non per il tramite di una società di diritto romeno e, che a sua volta, detta società deve rispondere alle leggi ed ai regolamenti che di per se non hanno nulla di strano, tranne per il fatto che devono essere conosciuti e rispettati, il fatto che qualche vedetta urli con ardore “terra, terra!”, spero che non inneschi una sindrome collettiva ma che, fatte le debite eccezioni, mantenga vivi ed attuali i canoni del rispetto delle regole degli affari, siano esse scritte che no. Abbiamo avuto già abbastanza avventurieri tra le nostre schiere, adesso c’è bisogno di professionisti seri.


Memo Rivolsi


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