No. 111  3-9 settembre 2003

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Quale’è la priorità?

    Ma qual’è la vera priorità di questa nazione? Cosa porterà, veramente, l’ingresso in Comunità in dote ai romeni? Quali sono le aspettative salariali ed economiche attese e che potranno concretizzarsi veramente da qui ai prossimi anni? Sta cambiando la stagione, ma le domande sono sempre le stesse. Purtoppo non sono solo queste e purtroppo le risposte sono sempre molto poche e tra quelle esistenti, anche poco chiare. Attendiamo con molto coraggio il formarsi di una nuova classe di pensiero. Lo facciamo a prescindere del continuo stillicidio di notizie che assillano le già doloranti menti di coloro i quali continuano a credere nelle favole. Sta passando un’estate avara di piogge dove la siccità è stata il peggior flagello di quei pochi che hanno avuto il coraggio, o la necessità, di investire “badilate” di lei in arature, annessi e connessi. Ovviamente il Governo si guarda bene dal dichiarare lo stato di calamità, altrimenti dovrà trovare un pozzo di soldi per risarcire i poveri agricoltori sfortunati ed assetati dalle arsure estive. Certo è che tra questi esistono anche coloro i quali hanno pronti testimoni e documenti, a riprova che la loro domanda di risarcimento è ben fondata. Tanto quando si scoprirà che non possiedono nemmeno della terra, o se l’hanno posseduta se la sono anche venduta, sarà molto più avanti e finirà in coda ad altri centinaia di migliaia di casi, molti dei quali, non dichiarabili. Priorità, già, a pensarci bene una è sicuramante quella di aumentare i prezzi delle energie, da quella elettrica a quella per il riscaldamento, tanto fa ancora caldo e comunque bisogna “armonizzare” tutto agli standard europei. Poco importa se ci saranno valanghe di aumenti di prezzi, proprio su quelle voci dove è proprio impossibile fare economia, semprechè non si voglia ritornare al buio delle tessere. Rassicurano, comunque, che questo non inciderà sul riscaldamento, saranno aumentati i contributi. Non credo che possano seriamente ritenere che la maggior parte di noi creda nelle privatizzazioni dei mostri sacri, di quei mostri che fagocitano a man bassa anche quello che non c’è più. Si parla di qualcuno che viene dalla Malesia per la “Roman”, famosa fabbrica di camion di Brasov. Non si parla più della “Tractorul”, forse qualcuno della Landini ha cominciato a chiedere qualcosa o magari a pretendere delle garanzie. Inaudito. Perché, si chiederà il nostro Contabile di Stato, non riusciamo più a fargli credere tutto? In fondo con le varie agevolazioni ci siamo riusciti, nella rete ne sono caduti molti. E quelli che non ci sono cascati, quelli che grazie a qualche Amministratore oculato ed attento, sono riuscite a goderne lo stesso, sempre grazie ai nostri errori, adesso stiamo trovando il modo di, comunque, fargliela pagare. Certo che i miliardi di euro che arriveranno a pioggia con la “lotteria” Europa sistemeranno tante cose, soprattutto molti che giocano con i fili. Per gli altri se avranno la fortuna di trovarsi nei paraggi, forse si troveranno qualche goccia sulla camicia. Gli altri, bhe, quelli niente avevano prima, non pretenderanno niente domani. Poi ci sono gli investitori. Quelli che stanno lavorando per rendere il tutto efficiente, razionale, e qualitativamente ineccepibile, forse, riusciranno ad assorbire l’impatto dell’ingresso. Gli altri soccomberanno. Si prevedono morie in massa. Malignando, tra lotte intestine che mirano ad escludere possibili avversari che vogliono abitare nello stesso condominio, Sindaci abituati a gestire il tutto a proprio uso e consumo, burocrati, doganieri e poliziotti, maestri della concussione, con la solita lacrima, credo che possiamo asserire che la priorità sia sempre la solita, vecchia ma capiente, tasca propria.

Memo_Rivolsi@Hotmail.com


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