No. 29  7-13 novembre 2001

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Le cucine della storia

    Durante la visita della delegazione romena condotta dal premier Nastase negli Stati Uniti, la stampa del nostro paese ha rivelato in pompa magna e con grande soddisfazione che, mentre la signora Nastase chiacchierava con la signora Bush, il presidente americano è “entrato d’improvviso” nella stanza e ha intrattenuto una breve discussione con la moglie del capo del Governo romeno, assicurandole di avere una grande ammirazione per la Romania e per i successi realizzati dalla squadra condotta da suo marito. Possiamo immaginare che l’incontro sia andato più o meno così…


Nella cucina degli appartamenti presidenziali della Casa Bianca, la signora Bush armeggia tegami vari e, mentre taglia della verdura per la zuppa, raccoglie le briciole dal pavimento o cancella una macchia dal frigorifero vista solo da lei, discute di questioni casalinghe la signora Nastase, di passaggio a Washington ed entrata dall’amica per un “caffè”. Di tanto in tanto, la signora Bush si siede accanto all’ospite, per sorseggiare un po’ di caffè, poi continua a sbrigare le proprie faccende. Ad un certo punto, la porta della cucina si apre ed appare il signor Bush: “Cara mi si è staccato un bottone dal polsino della camicia”, dice alla moglie, non attento a quanto accade, preoccupato solo dal polsino in questione. “Te lo cucio subito”, gli risponde la signora, con voce amabile, avviandosi velocemente verso il cassetto con aghi e fili, aggiungendo: “Ah dimenticavo di presentarti la mia amica Dana, moglie del primo ministro della Romania”. Il signor Bush, sorpreso, alza gli occhi fissi sul polsino e, galantemente, mentre la moglie inizia a cucirgli il bottone (dopo avergli fatto tenere i bocca un pezzetto di filo, per, come dice la tradizione popolare, “non cucirgli la mente”), saluta l’ospite: “Piacere signora. Oh, la Romania che paese meraviglioso e quante belle cose ha fatto il governo di suo marito...Giusto per l’appunto pensavo di proporre al Senato di adottare una risoluzione per suggerire agli ufficiali della NATO di accettare velocemente il vostro paese nell’Alleanza. Sì, sì, l’anno prossimo a Praga. Ma mi dica suo marito come sta?”. “Anche lui è a Washington per lavoro”, risponde la Nastase arrossendo un po’, poi continua: “Si sta incontrando con il board del FMI, uomini d’affari e del congresso e, domani, vedrà il vicepresidente Cheney”. “Possibile? Viene a Washington, si incontra con Dick e non passa a salutarmi?”, replica irritato il presidente. “Ma no, signor presidente, lui non vuole disturbarla, sa che lei ha molti problemi, soprattutto in questo periodo...” prende le difese del marito la Signora Nastase. Il presidente Bush, però, si dimostra un monumento di gentilezza: “A costo di far saltare il programma ufficiale, gli comunichi che lo aspetto da me. Forse domani stesso. Prima o dopo la visita da Dick, non conta, OK?”. “Sì, signore presidente “, risponde la Nastase senza rivelare quanto sia incantata dall’invito, mentre al signora Bush, finita la cucitura del bottone, rompe delicatamente il filo con i denti. “Grazie cara”, dice il presidente a sua moglie, abbottonando la camicia e collaudando la solidità della cucitura, dopo di che se ne va salutando con un famigliare “By girls!” Osservando con la coda dell’occhio il marito, la signora Bush dice sbuffando: “Ha centinaia di camice, ma questa è la sua preferita, è un regalo di Barbara, mia suocera”, poi, rivolgendosi all’ospite, confessa sottovoce ridacchiando: “Quando mette le camice con i gemelli, ne preferisce un paio rossi ricevuti da Jiang Zemin. Anche Vlady Putin gliene ha dati un paio, con tanto di diamanti, ma a lui non piacciono, lo infastidiscono perché si attaccano al cinturino dell’orologio”. “Eh gli uomini...”, e la signora Bush non termina questa frase dai mille significati, che ha però il dono di fare scoppiare le due a ridere. Il giorno dopo, evidentemente, il premier Nastase si è incontrato con il presidente George W. Bush, incontro piuttosto sorprendente per l’opinione pubblica romena in quanto non previsto nel programma ufficiale.


Scherzi a parte, bisogna ricordare che l’incontro della signora Nastase con il presidente americano non è stato casuale, al contrario si è rivelato molto significativo. In pochi sanno che il sistema degli “incontri casuali” alla Casa Bianca è ben congegnato e perfettamente diretto fin nei più piccoli dettagli. Si ricorre ad esso quando le regole del protocollo non permettono una determinata visita a livello ufficiale, ma questa o è necessaria, o deve avvenire in modo discreto, o si tratta di un colloquio che serve a lanciare un messaggio, anche se le discussioni vere e proprie che lo hanno caratterizzato non sono molto importanti. Uno degli incontri di questo tipo più celebri avvenne nel 1990, nel bel mezzo dell’intensa campagna diplomatica USA-URSS, condotta dal presidente sovietico Mihail Gorbaciov e da quello americano George Bush senior, che portò alla caduta del muro di Berlino e alla disintegrazione dell’Unione Sovietica. L’incontro ebbe per protagonista Boris Eltin, al tempo un illustre sconosciuto per gli occidentali, ma persona che attirava l’interesse dell’amministrazione americana, visto che si trattava del primo segretario del Soviet Supremo della Russia, in pratica la persona nelle cui mani sarebbe arrivata la “valigetta atomica” dopo l’uscita di Gorbaciov dalla scena politica, già prevista dagli americani. Gli statunitensi pensavano che non ci fosse tempo da perdere, anche perché obbligati a prendere una decisione importante. Per cui portarono Eltin alla Casa Bianca in un giorno in cui si stavano svolgendo i colloqui tra Gorbaciov e Bush, facendolo entrare da una porta laterale, particolare non apprezzato dal futuro presidente russo che, come vedremo, non esiterà a “criticarlo”. Giunto in un ufficio della Casa Bianca, Eltin iniziò a discutere del tempo con un funzionario, ad un certo punto, nella stanza entrò “casualmente” il presidente Bush. La discussione tra i due non durò molto. Gli americani ricevettero subito le risposte desiderare e i due si congedarono. Al momento della partenza, però, quando gli agenti speciali accompagnarono Eltin verso il percorso compiuto all’andata, questi si divincolò e, a dispetto delle proteste delle guardie, trovò la strada verso l’uscita principale arrivando proprio in mezzo ai giornalisti “di servizio” alla Casa Bianca. Dopo un primo momento di shock, Eltin fu assalito dalle domande dei reporter, a cui rispose, tranquillamente, di avere incontrato il presidente. Così Eltin fece il suo ingresso nella scena politica internazionale riservata a pochi. L’episodio irritò Gorbaciov, in quanto comprese che il suo futuro non era più quello che aveva desiderato.


Ritornando all’incontro “casuale” Dana Nastase – George Bush, si può dire che questo non è stato solo un segnale chiaro che il presidente americano si vedrà con il premier romeno, sebbene un simile appuntamento non fosse previsto dal programma ufficiale, ma anche il pretesto organizzato dai “registi” di casa per il futuro incontro tra i due...mariti, poiché - non è vero?- è assolutamente scortese incontrarsi con una signora che ti dice che il marito si trova in città, senza esprimere il desiderio di volerlo conoscere. Di fatto, gli incontri “casuali” sono spesso più importanti di quelli ufficiali, infatti, pagine intere della storia sono scritte in stanze laterali. Anche in cucina.


Florin Boieru


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