No. 139  24-30 marzo 2004

Prima pagina
















Numero visitatori
dal 16 augosto 2001
968691


27 visitatori online

Archivio Gazzettino

Gazzettino No. 333
(16-22 luglio 2008)


Gazzettino No. 331
(9-15 luglio 2008)


Gazzettino No. 330
(2-8 luglio 2008)


Gazzettino No. 329
(25 giugno - 1 luglio 2008)


Archivio generale  


 Indietro   Stampa immagine  


Iliescu, il primo scappellotto

    Due settimane fa, scrivevo su questo angolo di giornale, che, a mio avviso, Talpes è stato mandato da Ion Iliescu nel Governo affinché si occupi del lavoro “sporco”, ossia per moderare l’entusiasmo verso la corruzione dei “pesci grossi” (come li chiama Verheugen) dignitari del PSD, azione di cui il premier Nastase si è dimostrato incapace in più di un’occasione, o per mancanza di… “attributi” (tanto per parafrasare il primo ministro), o a causa degli stretti e interessati legami con le persone che avrebbe dovuto mettere in riga. Sembra che i fatti mi diano ragione, almeno stando alla proposta espressa dal vicepremier Talpes la scorsa settimana, secondo la quale le dichiarazioni patrimoniali dei politici dovranno “interessare” anche gli averi dei parenti e non solo quelli di mogli e mariti. In teoria, la misura è lodevole e la sua applicazione potrebbe arginare concretamente la corruzione diffusa ai più alti livelli. In sostanza, si chiuderebbe quella scappatoia presente nella legge, che permetteva a i dignitari di trasferire (solo sulla carta evidentemente) i loro lauti affari sotto il nome di qualche parente, pur continuando a gestirli e beneficiare delle posizioni occupate. Detto tra noi, la formulazione di Talpes non è stata molto chiara. Sebbene abbia parlato di parenti fino al secondo grado, egli ha anche fatto un riferimento “all’eredità”, il che presupporrebbe un allargamento dell’area di applicabilità. In ogni caso, se qualcuno di voi fosse curioso e avesse il tempo necessario per uno studio approfondito, scoprirebbe che a Romania è il paese con il maggior numero di prosperi imprenditori che sono non solo figli, fratelli o parenti, ma anche nipoti, zie, zii, suoceri, nonni, figliocci ecc., di dignitari. Bisognerebbe stilare una classifica dei “primi 100” parenti straricchi di poveri dignitari. Sarebbe interessante, non è vero? Ma ora torniamo a noi… Da parte del PSD, la reazione alla proposta di Talpes è stata di secca disapprovazione. Il portavoce del partito, Duvaz, all’inizio l’ha commentata con un termine piuttosto evasivo: “irreale”. Poi, probabilmente incoraggiato dalla posizione espressa “in famiglia” dai leader del partito, il tono è diventato derisorio. Duvaz, infatti, ha affermato che proseguendo sulla linea proposta da Talpes, “allargheremo le dichiarazioni patrimoniali anche ai vicini di casa”. Le cose, dunque, sono chiare: i dignitari del PSD non vogliono comunicare per nulla al mondo i nomi dei parenti verso i quali hanno trasferito i propri averi. E per dare ufficialità a questa posizione, il ministro delegato ai Relazioni con il Parlamento, Acsinte Gaspar, ha precisato che all’interno del Governo “non si è profilata l’idea” di elaborare un disegno di legge che preveda l’obbligo per i parenti dei dignitari e degli eletti locali di dichiarare il proprio patrimonio. “Ho preso atto della dichiarazione rilasciata dal ministro Ioan Talpes. Si tratta solo del suo punto di vista”, ha concluso seccamente Gaspar, che, non dimentichiamolo, al Governo è un subalterno di Talpes. Questo dettaglio ci lascia capire che egli non avrebbe avuto il coraggio di esprimersi così categoricamente se non avesse ottenuto l’approvazione di qualcuno più influente del vicepremier, ossia del primo ministro in persona. In questo contesto, per coloro che credono alla “guerra dei palazzi”, cioè al conflitto tra presidente Iliescu e premier Nastase, è stato chiaro che il capo dello stato ha ricevuto il primo scappellotto (dopo parecchi successi, per lo meno apparenti) nella disputa con il capo del Governo: al suo uomo – Talpes – è stato opposto un rifiuto categorico in una vicenda molto importante collegata alla lotta contro la corruzione. Sempre due settimane fa, dicevo che anche il premier avrebbe preferito lasciare il lavoro “sporco” a Talpes. Sembra che mi sia sbagliato. Anche se la pulizia dei vertici del PSD sembra essere, davvero, il compito affidato a Talpes da Iliescu, il primo ministro non è disposto, almeno per ora, a cedere e ad abbandonare i suoi protetti.

Florin Boieru


 Home   In alto   Stampa immagine  


 Pubblicità    Abbonamenti    Chi siamo  

Redazione: Timisoara, Romania
Tel./Fax +40(0)256-493012, +40(0)256-282556
E-mail: gazzettino@gazzettino.ro Internet: www.gazzettino.ro