No. 56  29 maggio - 4 giugno 2002

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Disorientamento liberale

    A circa due anni dalle elezioni del 2000 e dopo varie esitazioni strategiche, in cui si sono situati sia con deferenza verso il PSD, sia strepitando contro questa formazione, i liberali rilevano di essere in un impasse, di essere giunti in un vicolo cieco. Scontenti ogni qualvolta guardano indietro e incapaci di compiere passi in avanti, i liberali hanno deciso che è giunto il tempo di sedersi al tavolo delle discussioni e di stabilire che fare. Più o meno di questo si è discusso ai lavori comuni del Consiglio dei Rappresentanti Nazionali e del Consiglio Nazionale, svoltosi alla fine della settimana passata, a Bucarest. A dispetto degli accessi dibattiti, confermando però le previsioni, nemmeno questo incontro ha potuto fare uscire i liberali dal loro stato di disorientamento. I dibattiti sulla strategia politica del Partito Nazionale Liberale per le elezioni del 2004 sono state marcate fin da principio, come era prevedibile, da interventi di critica nei confronti del leader del partito, Valeriu Stoica. Durante la seduta, Ludovic Orban ha dichiarato che il PNL non migliorerà nei sondaggi fino a quando Stoica rimarrà ai vertici del partito e Viorel Catarama candiderà alla funzione di capo dello stato. A Valeriu Stoica, si è anche rinfacciato che, violando le decisioni della direzione del PNL, ha avviato delle discussioni esplorative con i rappresentanti dell’opposizione democratica.


Dispute sulla strategia per le elezioni del 2004


In replica il leader del PNL ha affermato: “Noto, divertito, che si costruisce, con abilità e pazienza, un sistema in cui il presidente non avrà nemmeno più diritto di parlare”. Valeriu Stoica ha aggiunto che è normale l’esistenza di persone che lo contestano, ma in ogni caso la sua legittimità di leader del partito non deve essere discussa. Egli ha ricordato che chi gli contesta la legittimità contesta l’intera dirigenza del PNL eletta dal Congresso del 2001 e deve assumersi la responsabilità di convocare un congresso straordinario, assolutamente inopportuno per l’unità del partito. Valeriu Stoica ha dichiarato di non avere mai preso da solo delle decisioni politiche, ma di avere il diritto, come tutti i membri del PNL del resto, di effettuare delle “discussioni esplorative” con qualsiasi persona di Romania. “Se volete un presidente rispettato, prima di tutto dovete rispettare voi stessi”.


Il vicepresidente del PNL Viorel Catarama si è detto scontento del fatto che la Delegazione dei Rappresentanti Nazionali e il Consiglio Nazionale non abbiano chiarito la questione della strategia politica del partito, non capendo che ad essere in gioco è il destino del PNL. Egli ha detto che la mancanza di simili decisioni dimostra che l’attuale dirigenza centrale del partito non funziona più. Catarama ha perorato affinché il PNL si presenti da solo alle elezioni del 2004, “sbandierando lo stendardo del capitalismo contro quello della socialdemocrazia”. Viorel Catarama considera che sia anormale cercare una strategia politica quando il processo di designazione del candidato alla presidenza del paese è già stato avviato. “Come posso fare la mia campagna elettorale all’interno di un partito che non ha una strategia politica? Che possibilità reali ho, quando si afferma che non abbiamo un leader carismatico?”, ha aggiunto Catarama, uno dei liberali che ha avanzato la propria candidatura per le elezioni presidenziali. Egli ha definito la seduta comune del Consiglio nazionale e della Delegazione dei Rappresentanti Nazionali un “colloquio” che conferma all’opinione pubblica una “dura” verità: il PNL non ha una strategia politica.


Le varianti di Stoica


Per dimostrare che, nonostante tutto, è preoccupato delle sorti del partito, Valeriu Stoica ha presentato tre varianti di strategia politica per la preparazione delle elezioni del 2004. Secondo Stoica, l’obiettivo principale del PNL è arrivare al governo, ma non in una posizione marginale che non permetta al partito di applicare un programma liberale, come avvenuto in passato. Bloccare l’ascesa del Partito Romania Mare, considerato un esponente dell’estremismo, e eliminare il pericolo della restaurazione del partito unico, rappresentato dal Partito Sociale Democratico, sono altri obiettivi prioritari. Da questa prospettiva, Valeriu Stoica ha spiegato alla sala che il PNL ha tre varianti: presentarsi da solo alle elezioni, allearsi con il Partito Democratico o con il PNTCD o con l’UFD, oppure creare una nuova entità politica. In un ampio intervento, il leader del PNL ha presentato tutti i vantaggi e gli svantaggi delle varianti in causa, che verranno dibattute nelle sezioni, sia centrali che locali, in vista dell’adozione di una decisione.


Se il PNL si presentasse da solo alle elezioni del 2004, questa iniziativa porterebbe a una consolidazione dell’identità del partito, ad un chiarimento dottrinario e al mantenimento della libertà nei negoziati postelettorali. Inoltre, i liberali si dimostrerebbero conseguenti con sé stessi, visto che nel 2000 si erano pronunciati per l’uscita dalla CDR e per presentarsi autonomamente alle elezioni. Evitando le alleanze si ridurrebbe anche il rischio di dispute interne al partito create da eventuali contestatari. Questa variante, però, sembra inutilizzabile, poiché Valeriu Stoica crede che in questo modo il PNL non potrebbe vincere le elezioni. Stoica ha affermato che, sebbene alcuni liberali sognino un 20 per cento, il PNL non può superare il 15 percento, tenendo conto che dovrà entrare in competizione con il PD e che non ha un candidato popolare per Cotroceni. La competizione all’interno dell’opposizione democratica determinerà una crescita nei sondaggi per il PSD e il PRM, ha avvertito Stoica.


Per quanto riguarda un’alleanza di centro-destra con il PNTCD e l’UFD, i liberali temono di ripetere gli errori della Convenzione Democratica. Nonostante la compatibilità ideologica, Stoica sottolinea che una simile alleanza provocherebbe una reazione negativa dei membri del PNL e dell’opinione pubblica, inoltre, il problema di un candidato con reali possibilità per la presidenza rimarrebbe irrisolto. Adottando questa variante il leader del PNL crede che i liberali dovrebbero rassegnarsi ad altri quattro anni di opposizione con il rischio di perdere uomini e strutture.


La variante più plausibile è l’alleanza con il PD, che potrebbe portare ad un’alternativa reale all’attuale governo, più forte di quella del PRM. Valeriu Stoica ha precisato che il problema di un candidato alla presidenza vincente nelle grandi città e nella capitale aumenterebbe notevolmente. Uno dei grossi handicap in vista della realizzazione e del successivo funzionamento di questa alleanza è rappresentato da una sfiducia reciproca tra le parti, ha dichiarato Stoica. “Di me si dice che sono un partner nei negoziati insicuro e infido. La stessa cosa si afferma anche del PD, l’unico modo per superare questo handicap è convincerci reciprocamente di volere battere il PSD alle elezioni”, ha dichiarato Valeriu Stoica. Un altro problema è rappresentato da alcune incompatibilità di dottrina e dalla reticenza verso una simile alleanza.


La terza variante, non molto apprezzata dal leader del PNL, è quella avanzata da Dinu Patriciu, ossia creare un’entità popolare politica nuova – coagulando attorno al PNL alcuni gruppi politici e civici per formare la “Forza della libertà”, una struttura nuova, capace di ribaltare lo scenario politico e in grado di crescere rapidamente nei sondaggi d’opinione. Stoica si è detto scettico in merito a questa ipotesi, invocando la mancanza di identità dottrinaria e l’assenza di un leader carismatico. In fine, il presidente del PNL ha respinto l’idea di un’alleanza con il partito di Governo, affermando che questa sarebbe molto nociva per entrambe le parti.


Nulla di sicuro


Come si diceva all’inizio, l’incontro dei rappresentanti liberali non ha potuto chiarire la situazione del partito. Tuttavia, per non lasciare i lavori senza una dichiarazione finale, qualcosa è stato stabilito: le varianti di strategia presentate saranno dibattute all’interno del partito, mentre, allo stesso tempo, una delegazione di leader liberali è stata incaricata di avviare delle discussioni esplorative con i partiti parlamentari ed extraparlamentari dell’opposizione.


Paul Musat


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